L’infelicità è ossigeno per l’ego mentre la felicità, in sostanza, è una condizione di non-ego: di totale assenza dell’ego.

E questa è la chiave del rebus, il nocciolo del problema. Il motivo per cui miliardi di persone decidono di investire nell’infelicità. Essa produce un ego granitico, un solido piedistallo su cui poggiare il proprio personaggio sociale.

Se sei infelice esisti, se sei felice non esisti. Nell’infelicità hai un nome, una forma, sei qualcuno, sei visibile, hai una storia, un perchè, un come, un dove. Nella felicità ti dissolvi.

Se comprendi questo trabocchetto della vita, soprattutto se fai un atto di umiltà e ammetti di fronte a te stesso di esserci cascato, allora le cose ti appariranno molto più chiare. Sarà come vedere la società ai raggi x.

L’infelicità fa sentire le persone speciali. La felicità, invece, è un fenomeno impersonale: non vi è nulla di originale in essa, nulla di tangibile, di classificabile o di afferrabile per la logica. È come scrivere nell’acqua.

L’infelicità è un investimento i cui interessi fruttiferi sono rappresentati dalla considerazione altrui. Quando sei infelice attiri l’attenzione degli altri che si prendono cura di te; nella tua sventura ti apprezzano, ti amano. Chi mai vorrebbe far del male a una persona infelice o provare invidia per essa? Sarebbe una cosa troppo sadica.

Se una donna è felice, corre il rischio che il suo uomo la trascuri o se ne dimentichi. Se un uomo è felice, la sua donna potrebbe sentirsi responsabile o non meritevole di quella felicità e lasciarlo.

Quando sei infelice gli amici vengono a consolarti, a tenerti man forte, a prendere le tue difese. Quando sei felice scopri che quegli stessi amici ora provano invidia per te. Scopri che, quando sei REALMENTE felice, il mondo intero ti volta le spalle.

L’infelicità ti dà tante cose che la felicità non è in grado di darti. Mentre la felicità, per contro, ti priva di molte cose: ti porta via quei sostegni ai quali ti sei sempre appoggiato e tutto ciò che sei stato o hai creduto di essere. La felicità ti distrugge.

Perciò, quando decidi di diventare felice, devi prima chiederti se sei pronto a dissolverti nel nulla.

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