Il noto psicoterapeuta statunitense N. Branden, definisce l’autostima come “l’essere disposti a considerarsi competenti nel far fronte alle sfide fondamentali della vita e di essere degni di felicità”.

Un’elevata autostima è indubbiamente uno dei prerequisiti essenziali per una vita caratterizzata da competenza, appagamento, soddisfazione e realizzazione. Una sana autostima è un presupposto per lo sviluppo del rispetto per gli altri e della capacità di immedesimarsi in un’altra persona. È la base per accettare la responsabilità delle nostre azioni e per trarre soddisfazione dalle nostre conquiste. Coloro che hanno una sana autostima hanno sempre dei sogni e li realizzano intenzionalmente. Credendo nella loro abilità di realizzare queste idee, le persone con un’elevata autostima sono motivate a crescere e a rischiare mentre vivono appieno la vita.

Non sono eccessivamente scoraggiate dalle inevitabili sfide e critiche che chiunque persegua un obiettivo di valore incontra sicuramente. Le persone con una sana autostima hanno la capacità di amare se stesse, un prerequisito per amare ed essere amati dagli altri. In ogni modo, una sana consapevolezza del proprio valore è un requisito necessario per condurre una vita con pieno potere, contrassegnata da un orientamento positivo scelto da te, fiducia, responsabilità e realizzazione.

La scarsa autostima è spesso associata ad attività criminali, dipendenza da droga ed alcol, povertà, comportamento violento, disturbi nell’alimentazione, abbandono degli studi ed un basso livello socio-economico.

Coloro ai quali manca l’autostima, spesso mostrano un comportamento aggressivo, egotistico, dannoso e difensivo, assieme ad una non disponibilità a mettersi nei panni di un’altra persona. Una sana autostima va ben oltre il solo possedere una buona immagine di sé dal punto di vista fisico.

Troppi confondono l’autostima con la vanità, l’arroganza o egocentrismo. In realtà, tali caratteristiche indicano la mancanza di una sana autostima. Anche persone fisicamente attraenti possono avere problemi riguardo all’autostima. Avere un’autentica autostima significa sentirsi bene riguardo a come ci si vede, come persone felici di elevato valore personale e capaci di dare un grande contributo, in grado di produrre un risultato di valore. Le persone che posseggono questa qualità hanno non solo fiducia in se stesse, ma anche nella loro abilità di influenzare gli altri in maniera positiva. Agiscono in maniera decisa e mostrano rispetto per gli altri assumendosi la responsabilità delle loro azioni piuttosto che dare la colpa agli altri, calcolano i rischi e non temono eventuali fallimenti.

Come esseri umani, siamo tutti magnifici per natura. Possediamo l’abilità di superare gli ostacoli, compiere imprese significative, tener fede ai nostri valori più importanti, ottenere la felicità e dare il proprio contributo agli altri con le nostre doti speciali e uniche. In breve, possiamo assumerci la responsabilità di far andare la nostra vita in maniera ottimale. Sfortunatamente, mentre affrontiamo le sfide della vita, spesso perdiamo di vista questi fatti. Dalla nascita e continuando per tutta la nostra vita, viviamo innumerevoli esperienze che possono accrescere la nostra autostima o eroderla.

Il processo di diminuzione della nostra autostima inizia con una semplice osservazione del fatto che in qualche modo non siamo all’altezza. Ci giudichiamo diversi e carenti in qualche modo, decidiamo di non essere capaci. Da questo punto, la nostra vita si svolge secondo queste aspettative che ci siamo creati. Queste convinzioni negative sono direttamente correlate al modo in cui ci sentiamo riguardo a noi stessi: o siamo degni di tutte le cose buone che la vita può offrire o ci meritiamo dolore e sofferenza perché non abbiamo valore.

Quando ci giudichiamo duramente, riduciamo radicalmente la nostra abilità di meritare amore e raggiungere il successo e l’abbondanza che il mondo riserva. Quando basiamo le nostre azioni sulla convinzione che ci manchi quel che ci vuole per meritare salute, amore, ricchezza materiale e felicità, non facciamo altro che attrarre nella nostra vita proprio quelle cose che temiamo di più. Mentre la nostra autostima continua insidiosamente a diminuire, ci ritroviamo incapaci di dirigere la nostra vita e le nostre azioni in maniera produttiva.

La rassegnazione si instaura come un tarlo, indebolendo il nostro spirito. Ciò fa sì che il fatto di considerarsi non meritevoli creerà un circolo vizioso che porterà a risultati coerenti con questa aspettativa e rafforzerà la nostra convinzione di non valere niente. E’ come se ci fosse dentro di noi una forza invisibile che fa di tutto per assecondare questa fissazione di essere dei falliti.

Per la maggioranza degli esseri umani, negli anni subito dopo la nascita la vita va bene. I nostri genitori soddisfano ogni nostra necessità, dandoci l’amore e la sicurezza dai quali veniamo a dipendere per svilupparci e diventare individui sicuri di sé e ben inseriti. Nella vita, impariamo presto ad attribuire un valore all’identità che ci creiamo; in questo libro, esploreremo in dettaglio in che modo qualcosa accada durante questo processo di scoperta di noi stessi.

Ad un certo punto, tra la nascita e l’adolescenza, se si verifica un avvenimento o qualcuno fa un’osservazione, in qualche modo cominciamo a giudicarci duramente e decidiamo di non essere all’altezza per qualche ragione. Questo trauma psicologico, o serie di traumi, può variare in gravità da un’esperienza offensiva ad una semplice interpretazione erronea.

Per alcuni, potrebbe includere un abuso sessuale o fisico o l’esperienza di essere abbandonati o terrorizzati; potrebbe iniziare con una semplice sculacciata o con un rimprovero in pubblico. Succede in pratica qualcosa che instilla l’idea di non essere degni di ricevere amore. Non è necessario che l’avvenimento appaia gravemente traumatico per chiunque altro, per essere dannoso basta semplicemente che turbi la pace interiore e l’identità della persona che lo vive.

In ogni caso, il risultato è lo stesso. Iniziamo a confrontare la parte essenziale di noi con gli altri e a sentirci male con noi stessi in quel confronto. Questa opinione negativa di noi inizia a distorcere la nostra relazione con gli altri: ci vediamo inadeguati, ora rispondiamo in maniera diversa alle situazioni quotidiane, i nostri risultati corrispondono all’immagine distorta che abbiamo di noi. Questo rafforza le nostre impressioni e di non essere degni, fornendoci la prova concreta per giustificarle.

In breve, abbiamo creato una profezia che si realizza perché annunciata. L’etichetta che appiccichiamo per descrivere la nostra condizione aggrava ulteriormente la nostra impressione di inadeguatezza. La nostra autostima ne risente ancora maggiormente e, in men che non si dica, abbiamo accettato come filosofia di vita il fatto che non siamo bravi abbastanza e che siamo certamente indegni di amore, abbondanza e felicità.

Questo giudicare se stessi porta con sé un’enorme sofferenza. Poiché la nostra natura umana ci fa istintivamente ricercare il piacere ed evitare il dolore, modifichiamo il nostro comportamento nello sforzo di evitare un’ulteriore emarginazione. Tempestando le nostre conversazioni interiori di critiche continue e previsioni spaventose, ci proteggiamo da relazioni potenzialmente dolorose ed evitiamo la comunicazione, l’interazione e i rischi.

Rinunciamo ai nostri sogni e diminuiamo le nostre aspettative per paura di essere feriti. Ci accontentiamo di meno e quindi giustifichiamo le nostre azioni per proteggerci da ulteriore danno. Dall’opinione di noi stessi che sta peggiorando, deriverà inevitabilmente la rassegnazione e la lenta, impercettibile morte del nostro spirito, con la conseguente perdita di vitalità.

La perdita di autostima può infiltrarsi e pervadere ogni aspetto della vita oppure può essere limitata ad alcune situazioni o circostanze particolari. Questa ultima situazione si verifica quando decidi di essere inadeguato in certi campi ma non in altri. Magari potresti sentirti bene riguardo a faccende di lavoro, ma soffri di una scarsa immagine di te dal punto di vista fisico, pensando di non essere attraente.

Forse ti rendi conto di essere molto bravo negli sport, ma hai poca fiducia in te a livello sociale. Tutti abbiamo i nostri punti di forza e punti deboli; aree nelle quali ci sentiamo sicuri ed altre nelle quali abbiamo la sensazione che ci manchi quel che ci vuole per inserirsi e andar bene. Questo tipo limitato di ridotta autostima, relegata ad uno o ad alcuni campi specifici, è molto più facile da gestire e da affrontare. In contrasto, la perdita di autostima che racchiude tutto, per cui ci sentiamo indegni di felicità e non bravi abbastanza in confronto con gli altri nella maggioranza delle aree della vita è molto più devastante.

Questa generale perdita di autostima può spingerci a creare profezie catastrofiche che si avverano puntualmente in quanto, per paura di venire smentiti, siamo noi stessi a fare di tutto per assecondarle e realizzarle.

Ci paragoniamo agli altri e troviamo innumerevoli modi in cui non siamo all’altezza. Giudicandoci inferiori, ci diamo la colpa per tutto ciò che va male, ci sforziamo sempre di più di raggiungere la perfezione, ma non riusciamo a toglierci di dosso la sensazione distruttiva che tutto ciò che facciamo sia inadeguato.

Esageriamo continuamente i nostri punti deboli e ci etichettiamo come stupidi, brutti, falliti, delle frane e poco amabili. Il nostro più piccolo sbaglio o svista viene ingrandito ai nostri occhi fino al punto in cui perdiamo la fiducia nelle nostre abilità di comunicare, avere buoni rapporti ed operare in maniera efficace. Cadiamo nella trappola di pensare che tutto il mondo ci veda così patetici come ci vediamo noi. Ciò ci fa fraintendere parole e azioni generalmente innocue delle persone, pensando che ci stiano facendo notare quanto siamo penosi in realtà.

Reagiamo continuamente in modo eccessivo a situazioni e affermazioni, perché tutto sembra un attacco personale alle nostre inadeguatezze. Allora gli altri ci trovano strani e notano che la nostra energia è fuori posto; la loro reazione rafforza le nostre paure, danneggiamo le nostre relazioni e ci allontaniamo ulteriormente. Questo ci dimostra che abbiamo ragione riguardo al modo in cui ci vediamo in primo luogo e erode ulteriormente la nostra capacità di legare con gli altri. Più ricorre l’autosabotaggio, meno siamo in grado di interagire in maniera efficace.

Non disperare, possiamo invertire questa spirale negativa. Identificando in che modo abbiamo perso la fiducia in noi stessi, possiamo fermare l’erosione dell’immagine che abbiamo di noi. Fare ciò, ci consentirà di concentrarci sul ristabilire la magnificenza che è la nostra vera natura intrinseca. Presto seguiranno il recupero della fiducia in noi stessi e nella nostra abilità di ottenere la felicità e di attingere all’abbondanza che c’è nel mondo.

Iniziamo col dare un’occhiata a come perdiamo l’autostima e poi, cosa più importante, mettiamoci al lavoro per ristabilirla ed entrare nella magnificenza che è nostro diritto di nascita.

Il percorso per innalzare l’autostima sta nel riconoscere il passato doloroso e lasciarlo dietro di noi, gestire in maniera efficace il parlare tra sé e sé negativo e progettare con determinazione un futuro che sia coerente con la persona che hai deciso di essere: una persona degna di essere conosciuta e amata. Esporremo, smaschereremo i meccanismi umani che uccidono il nostro spirito e forniremo un procedimento provato per rivendicare il potere personale e la passione per la vita. Fornendoti gli strumenti per reinventare la persona che percepisci di essere, ti verrà dato il potere di influire sugli altri.

La sofferenza è quasi sempre una scelta, qualcosa di facoltativo. Rivendicando la responsabilità per la tua vita e la tua magnificenza, non sarai più alla mercé di qualunque ostacolo si presenti sulla tua strada. Ogni giorno aumenterà in te la fiducia di possedere l’abilità di influire sugli altri con un nuovo orientamento e una nuova determinazione.

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